Libertà al Cile 1974


Biennale di Venezia 1974

Posted in Uncategorized di fradeluca su luglio 4, 2007

La biennale di Venezia del 1974 “Per una cultura democratica e antifascista” si apre il 5 ottobre con un Convegno dedicato all’analisi delle componenti strutturali del fascismo nazionale ed internazionale, dal titolo “Testimonianze contro il fascismo”. La ancora sanguinante esperienza del golpe cileno, e la presenza di Hortensia Allende, con le sue dolorose rievocazioni, hanno aggiunto alla tematica italiana e generale, una lacerante riprova dell’attualità onnipresente ed insidiosa del rinascere del pericolo fascista. Sono intervenuti anche: il Presidente Carlo Ripa di Meana, il Sindaco di Venezia Giorgio Longo, Alexandros Panagulis, Manoel Soares, Carlos Altamirano, Lelio Basso, Alberto Moravia, Roberto Rosselini, Umberto Terracini, Marco Pannella, Julio Cortazar. °Hanno invato la loro adesione scritta: Carlo Aymonino, Carla Bo, Alexander Calder, Dom Helder Camara, Henry Cartier Bresson, Giovan Battista Cavallaro, William Deakin, Jean Marie Domenach, Simone de Beavoir, Danilo Dolci, Gillo Dorfles, Giuseppe Dossetti, Celso Furtado, Dom Antonio Fragoso, Graham Greene, Jurgen Habermas, Joris Ivens, Ugo La Malfa, Gabriel Garcia Marquez, Robert Sebastian Matta, Henry Moore, Giorgio Napolitano, FerruccioParri, Roger Planchon, Sandro Pertini, Franco Russoli, Jean Paul Sartre, Giorgio Strehler, Mario Soares, Bruno Storti, Angelo Tomelleri, Leo Valiani, Peter Weiss. Attraverso altoparlanti, e un impianto televisivo a circuito chiuso, con monitors collocati nella piazzetta di San Marco, il pubblico ha potuto seguire il Convegno, che per le sue tematiche e la sua partecipazione ha segnato un significativo inizio.

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Testimonianza di Hortensia Allende

<<Tra le innumerevoli manifestazioni di solidarietà che tutti i paesi stanno realizzando, questa Biennale ha indubbiamente una dimensione speciale: è la cultura che reagisce all’oltraggio di cui è vittima, è l’intelligenza decisa a vincere la barbarie e la morte. Durante il governo di Unità Popolare, la cultura aveva preso il passo di una marcia inarrestabile. La musica popolare attraversava le città e le strade del Cile; i pittori popolari ricoprivano con le loro creazioni i muri del Paese, diventando il simbolo della lotta entusiasta di un popolo che credeva nel proprio futuro; un treno speciale, il <<treno della cultura>, percorreva la lunga e strette terra cilena, portando esposizioni di pittura, di teatro, di balletto, di concerti e di gruppi folkloristici sin negli angoli più sperduti del paese. La violenza fascista, nella sua stupidità, non ha distrutto solo il governo popolare, i partitiu o le organizzazioni di massa, ma tutta la cultura>>.